Sviluppo tattico 1-4-2-3-1 psicocinetico



Campo regolamentare
11>8

Voglio creare i presupposti per degli sviluppi tattici senza obbligare alcun giocatore ad eseguire, bensi pensare, ragionare.
A questo punto della stagione, i movimenti tattici sono ben fissati nella testa del singolo giocatore, quindi metto alla prova il mio 11 titolare alternando il colore delle casacche (come in figura).
Detto le “mie” regole, ossia 11 tocco libero, vincolo di passaggio al colore diverso, se c’è errore si lascia la palla sul posto. 8, 3 tocchi, gol valido anche se effettuano 8 tocchi (portiere non conta).

Scopo:
  1. visione periferica
  2. effettuare ogni tipo di giocata studiata e non
  3. obbligo della pressione alta per evitare gli 8 tocchi

Rflessioni:
si vengono a creare situazioni che stimolano la fantasia e l’intelligenza dei giocatori.
Si può proporre anche in categorie giovanili dove il giocatore dovrà a maggior ragione utilizzare la visione periferica (qualità basilare fin dai giovani).

"Ho trovato questo lavoro molto interessante e stimolante, mi piacerebbe conoscere il vostro pensiero ed eventuali varianti".


Pierluigi Arcuri
Allenatore di Base Uefa

Transizioni - Ripartenze con inserimento seconda palla.

Attraverso questo lavoro voglio porre l’attenzione sulla riconquista della seconda palla e sul sistema di gioco attualmente utilizzato: 1-4-2-3-1.
Ovviamente ogni allenatore può effettuare lo stesso tipo di lavoro variando il sistema di gioco.


Il portiere effettua un rilancio per il contrasto aereo.
Sia che la palla venga “spizzata” dai blu che ne prolungheranno la traiettoria, sia che venga colpita dai rossi, al comando dell’allenatore (fischio) il portiere giocherà una seconda palla per uno dei difensori sistemati in ampiezza.
I  saltatori blu dovranno prontamente uscire dal campo e sistemarsi oltre le 3 porticine.
L’azione quindi riparte dai difensori con l’opposizione veloce del blocco offensivo (simuliamo  la classica seconda palla). L’ideale sarebbe far giocare la seconda palla appenna dopo il contrasto aereo.
Sopo dei difensori è fare gol, mantenendo l’equilibrio difensivo:  conducendo palla oltre le porticine o effettuando un rilancio di precisione, sempre all’interno di queste.
Le 3 porticine rappresentano le tipiche posizioni adottate dagli esterni d’attacco e dal centravanti.


Nell’esempio è rappresentata la giocata del portiere sul difensore esterno con i  saltatori  blu  che si
collocano al di fuori della delimitazione e i  rossi che velocizzano il pressing per evitare che i 4 verdi abbiano possibilità di  effettuare un rilancio preciso verso la porticina.  In pratica si prova a chiudere le linee di passaggio.
Se uno dei difensori verdi riesce a lanciare verso la porticina  la palla verrà recuperata dai giocatori che stazionano  fuori. I  blu  imbastiranno una veloce azione di ripartenza e la linea difensiva che
preventivamente aveva seguito la palla coperta (lancio lungo) simulerà una transizione negativa.
Ricapitolando:
  • se 1 difensore  verde conduce  palla oltre la porticina (2,5m.), l’azione riparte con un’altra “seconda palla” rimessa dall’allenatore, dalla parte opposta. In questo modo ci sarà una ripartenza dei blu che andranno ad attaccare una linea difensiva con handicap.
  • se i difensori verdi lanciano lungo verso la porticina, come descritto sopra, ci sarà la ripartenza dei   blu  e la conseguente transizione negativa della difesa.  In questo caso l’azione termina quando la difesa recupera nuovamente palla  (per recupero consiglio sempre di non interrompere il gioco quando la palla viene sporcata dal difensore ma quando questo effettua almeno un passaggio utile  o altra tipologia di regola a discrezione del mister).



Ho tralasciato lo scivolamento dei rossi per proporre il rilancio di precisione dei verdi verso la porticina.
Sul rilancio la difesa stringe, sale, si orienta verso la palla e legge la traiettoria arrestandosi e preparandosi, in corsa orientata, per la ripartenza de 5 blu.
Ovviamente i 6 rossi si dispongono fuori dal campo.


È rappresentata la lettura della palla coperta-scoperta dei verdi, la ripartenza dei blu e la conseguente
transizione negativa della linea difensiva che prontamente cercherà di raggiungere la linea dei 22 m.



Pierluigi Arcuri
Allenatore di Base Uefa

IL RADDOPPIO DI MARCATURA


Il raddoppio di marcatura fa parte dell tattica collettiva in fase di non possesso atto a creare una superiorità numerica nei confronti di un avversario.
Lo scopo è quello di chiudere il tempo e lo spazio per un'eventuale giocata collaborando con il proprio compagno.
Non sempre la coppia di giocatori riesce a leggere allo stesso modo la situazione che si crea.
In questo caso viene rappresentato il classico errore che commette il compagno arrivando in raddoppio, ossia lasciare spazio per una traiettoria della palla per vie centrali.


Il giocatore che arriva in raddoppio deve chiudere la linea di passaggio centrale. La coppia dovrà collaborare per cercare di recuperare il possesso: un giocatore dovrà cercare di indirizzare la giocata del possessore ed il compagno provare a sfilargliela senza commettere fallo.




Per abituare i giocatori a non farsi superare in un 2 contro 1 (raddoppio), proponiamo in un quadrato di dimensioni variabili 3 giocatori che ad un tocco si trasmettono la palla. Al fischio del mister i giocatori privi della palla dovranno impossessarsi della stessa evitando di farsi superare centralmente. La tecnica corretta prevede che un giocatore indirizzi il possessore e l'altro, senza commettere fallo, provi a sfilare la palla.




ESERCITAZIONE-SITUAZIONALE POLIFUNZIONALE


Esercitazione tecnico-tattica con valenza fisica
Attraverso questa esercitazione situazionale potremo allenare:
  1. principi di smarcamento (nei quadrati)
  2. fase difensiva con lettura costante della palla coperta/scoperta
  3. marcatura a zona/uomo
  4. capacità e/o qualità offensive




A piacimento l’allenatore può dettare le regole che più convengono anche in base al risultato fisico che si vuole ottenere. Se ad esempio voglio allenare la capacità lattacida, del singolo o del reparto, (tale lavoro andrebbe controllato attraverso un prelievo alla fine della prova), proporrò una continuità di lavoro a basso recupero oppure inserendo costantemente una seconda palla quando il gioco (anche se per pochi secondi) ristagna.
Ovviamente si tratta di una tipologia di sforzo fisico particolare (capacità lattacida), per tale motivo ne consiglio l’attuazione nelle sedute intermedie, ma con particolare attenzione ai recuperi si potrebbe proporre nelle sedute di rifinitura.
Per ciò che riguarda lo svolgimento del gioco, anche in questo caso la mia vuole essere una proposta personalissima, per cui:
  • regole e durata - a piacimento
  • 2 difensori
  • 2 attaccanti
  • 2 quadrati con 3 giocatori che lavorano internamente + 1 che deve recuperare palla.
Scopo:

l’azione parte dai quadrati, dove i 3 devono sempre muoversi internamente offrendo le 2 classiche possibilità di passaggio al possessore. Al terzo passaggio consecutivo, effettuato ad un tocco, il possessore cerca di superare l’avversario in un 1>1.
Da questo momento parte il gioco reale, in quanto il possessore potrebbe trasmettere palla ad un attaccante, il quale dovrà prontamente leggere la situazione della palla:

1. palla aperta – creo profondità
2. palla chiusa – mi smarco, ricevo, punto e/o restituisco



il campo è delimitato in modo tale che sull'esterno il possessore non potrà essere contrastato, quindi i 2 difensori dovranno passare da una marcatura a zona a quella a uomo man mano che ci si avvicina in area. Il possessore oltre che ad effettuare un cross può anche trasmettere palla internamente, entrare centralmente e creare un 3>2. Ovviamente i 2 difensori dovranno leggere la situazione e passeranno da una marcatura ad uomo a quella a zona.
Nel caso in cui la palla venisse recuperata all'interno del quadrato, l’azione ripartirebbe dal portiere che passerà palla ai 2 difensori i quali dovranno, di precisione, effettuare un lancio verso i 2 quadrati di riferimento, oppure, se prontamente pressati dagli attaccanti, limitare i danni cercando un lungo linea.
La medesima situazione si verifica se a riconquistare palla saranno i 2 difensori oppure il portiere stesso.
Un altro step potrebbe prevedere l’inserimento del 3° difensore (quello dei quadrati) che, al fischio dell’allenatore, rientra in gioco simulando la più classica delle partenze ad handicap.

1 CONTRO 1 (concetto di lato debole/forte)


In questo esercizio si rafforza il concetto di lato forte e lato debole, in quanto il difendente dovrà portare l’attaccante ad attaccare la porticina posta sul lato corrispondente al lato debole (o piede debole) dell’attaccante stesso. In ogni caso il difendente consolida il concetto di indirizzare l’avversario verso posizioni di campo meno pericolose.



1 CONTRO 1 (variante di spalle)


in questa esercitazione l’allenatore passerà la palla all'attaccante  che parte in anticipo rispetto al difensore.  L’attaccante riceverà di spalle, dovrà girarsi e fare gol. Se il difensore recupera la palla dovrà cercare di servire l’allenatore superando l’opposizione dell’attaccante.
Oltre alle correzioni sulla postura, sulla distanza e sul controllo visivo palla-porta-avversario, si potrà intervenire anche sull'attaccante consigliandolo di osservare la posizione del difensore, durante la corsa,  prima ancora di entrare in possesso della palla.


1 CONTRO 1 (DI SPALLE)


L’attaccante parte con spalle alla porta mentre il difendente effettua un passaggio per poi andare ad attaccare di spalle.
La tecnica corretta del difendente è quella di non offrire il suo corpo come perno per l’attaccante che potrebbe aggirarlo e lasciarlo sul posto, il difendente deve cercare di non farlo girare e quindi con postura antero posteriore (gamba avanti-gamba dietro) cerca il controllo visivo della palla stando ad una distanza pari a quella del braccio appoggiato leggermente sull'attaccante.