Analisi del 1 contro 1 laterale (Fiorentina - Torino)

Nell'immagine riportata il difensore viola si affretta per chiudere tempo e spazio.


Nella seconda immagine il difensore prende una decisione: escludere un passaggio, ossia quello centrale

Nella terza immagine si nota che la decisione del difensore è stata premiata. L'attaccante ha 2 possibilità: calciare in porta nell'unica angolatura concessa o rifinire centralmente.


Nell'azione rappresentata, il difensore non si frappone tra avversario - palla - porta.




Costruiamo gioco - 2^ parte (reparto offensivo)


Il reparto offensivo effettuerà i seguenti movimenti:
semplice giro palla, a 2 tocchi obbligatori, evitando passaggi in orizzontale, con interscambio dei c.c.
Inizialmente non si va alla conclusione per cui gli attaccanti si esercitano a compiere movimenti opposti, uno sul corto e l’altro sul lungo.


Giro palla e sullo scarico della punta avvengono i seguenti movimenti:
  1. attaccante effettua il taglio
  2. i 2 esterni dettano la profondità
  3. il centrocampista si inserisce



Giro palla e sullo scarico dell’esterno avvengono i seguenti movimenti:

  1. punta vicina incontro, non riceve, si gira e taglia per poi incrociare
  2. punta lontana taglia
  3. esterno opposto detta la profondità per ricevere
  4. a lancio effettuato si inserisce l’altro centrocampista
  5. l’esterno effettuerà il cross per:
  6. attaccanti che incrociano
  7. esterno opposto che accompagna l’azione
  8. a rimorchio per l ‘inserimento del centrocampista




Giro palla, quando l’esterno ne entra in possesso avvengono i seguenti movimenti:

  1. punta vicina incontro
  2. centrocampista si offre in scarico
  3. velo per la punta lontana
  4. altro esterno segue l’azione
  5. 1-2 e tiro in porta



Giro palla, quando l’esterno ne entra in possesso avvengono i seguenti movimenti:

  1. punta vicina incontro
  2. velo per la punta lontana e compie una rotazione interna
  3. riceve per una conclusione diretta o per rifinire l’azione
  4. entrambi gli esterni seguono
  5. i 2 c.c. rimangono a protezione




Pierluigi Arcuri
Allenatore di base Uefa B


Costruiamo gioco - 1^parte (difensori)

Premessa:

Con l'arrivo della nuova stagione ogni allenatore confermato o meno, di settore giovanile o di prima squadra deve fare i conti con chi ha a disposizione. Personalmente non amo gli allenatori fedeli ad un solo sistema di gioco!
Apprezzo di più coloro i quali sono in grado di cambiare in corsa oppure lavorare sulle caratteristiche dei giocatori. Se pensiamo che tanti allenatori cambieranno squadra e troveranno tante incognite, diventa di comune curiosità immaginare come sarà il loro lavoro per creare un gioco.
L'allenatore è come un sarto, ha un manichino e della stoffa, dovrà essere in grado di cucire un vestito che non sia lungo di manica o corto di gamba.
Condivido la mia idea sopratutto con quegli allenatori a cui non piace fischiare due volte durante una seduta di allenamento, ossia all'inizio e alla fine. E’ sempre meglio mettersi in discussione proponendo e magari sbagliando che non proferire parola.
Dopo aver conosciuto il gruppo, al 2° o 3° giorno, voglio capire chi ho di fronte, sistemo la squadra con il più classico dei 4 4 2 e muovendomi con la palla chiedo alla squadra di leggerne la posizione, la mia postura e di stare attenti all'arto calciante ossia quando cercherò di calciare la palla verso una determinata posizione.
Nei settori giovanili ci si impiega poco per capire chi sia ha di fronte e di come hanno lavorato in passato, l'errore che si riscontra è principalmente la posizione sulle diagonali e sui triangoli difensivi, basterà far finta di puntare, per esempio, un centrocampista centrale e si noteranno le lacune degli altri 3. Stessa cosa, quindi ancor più grave, per la linea difensiva. Altro errore di concetto è la lettura sulla palla coperta/scoperta.
Tutto questo è da considerarsi un vero e proprio test tattico. Così come il preparatore ha a disposizione i suoi test, l'allenatore ha a disposizione il campo che purtroppo o per fortuna non mente mai!
In 20-30 minuti di lavoro, considerando anche le interruzioni dell’allenatore, si può già capire come e dove incentrare il proprio lavoro tattico.
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Un esempio di come si può impostare un’idea di gioco potrebbe essere quella di schierare tutti gli effettivi in campo suddividendoli in 2 gruppi, linea difensiva e reparto offensivo, per avere meno tempi morti.


 La linea difensiva effettuerà i seguenti movimenti:
  1. semplice giro palla a 2 tocchi obbligatori, passaggio e copertura.
  2. il giocatore che effettua la copertura dovrà pronunciare ad alta voce il gesto.



Durante il giro palla si serve anche il portiere, in questo caso dovrà consigliare al reparto, di dare la massima ampiezza, con i 2 difensori centrali sui vertici dell’area e i 2 esterni in posizione diagonale rispetto a loro.


Il portiere serve l’esterno basso, posto in diagonale. Conduce palla fino ad un ostacolo, fintando di essere pressato. Si gira e cerca il centrale in scarico.
Attraverso un giro palla veloce si dovrà cercare l’esterno opposto che ripeterà l’esercizio.




 Pierluigi Arcuri
Allenatore di base Uefa B





Lavoro in situazione per centrocampo

Propongo una situazione per allenare l'aggressività dei c.c. con un duplice scopo:
  1. Giocatori scuri hanno l'obbligo di ricercare la rifinitura per l'attaccante che si muove in ampiezza per tutta l'area.
  2. Giocatori rossi ricercano la conclusione.


Regole per l'attaccante:
  • riceve palla obbligatoriamente con le spalle alla porta per poi andare alla conclusione dopo aver utilizzato le superfici anatomiche più appropriate.




  • riceve palla in postura antero-posteriore e va alla conclusione dopo lo stop con il piede più vicino all'area.



  • riceve palla ma viene marcato da un difensore per curare lo smarcamento.



Pierluigi Arcuri
Allenatore di base Uefa B

Sviluppo tattico 1-4-2-3-1 psicocinetico



Campo regolamentare
11>8

Voglio creare i presupposti per degli sviluppi tattici senza obbligare alcun giocatore ad eseguire, bensi pensare, ragionare.
A questo punto della stagione, i movimenti tattici sono ben fissati nella testa del singolo giocatore, quindi metto alla prova il mio 11 titolare alternando il colore delle casacche (come in figura).
Detto le “mie” regole, ossia 11 tocco libero, vincolo di passaggio al colore diverso, se c’è errore si lascia la palla sul posto. 8, 3 tocchi, gol valido anche se effettuano 8 tocchi (portiere non conta).

Scopo:
  1. visione periferica
  2. effettuare ogni tipo di giocata studiata e non
  3. obbligo della pressione alta per evitare gli 8 tocchi

Rflessioni:
si vengono a creare situazioni che stimolano la fantasia e l’intelligenza dei giocatori.
Si può proporre anche in categorie giovanili dove il giocatore dovrà a maggior ragione utilizzare la visione periferica (qualità basilare fin dai giovani).

"Ho trovato questo lavoro molto interessante e stimolante, mi piacerebbe conoscere il vostro pensiero ed eventuali varianti".


Pierluigi Arcuri
Allenatore di Base Uefa

Transizioni - Ripartenze con inserimento seconda palla.

Attraverso questo lavoro voglio porre l’attenzione sulla riconquista della seconda palla e sul sistema di gioco attualmente utilizzato: 1-4-2-3-1.
Ovviamente ogni allenatore può effettuare lo stesso tipo di lavoro variando il sistema di gioco.


Il portiere effettua un rilancio per il contrasto aereo.
Sia che la palla venga “spizzata” dai blu che ne prolungheranno la traiettoria, sia che venga colpita dai rossi, al comando dell’allenatore (fischio) il portiere giocherà una seconda palla per uno dei difensori sistemati in ampiezza.
I  saltatori blu dovranno prontamente uscire dal campo e sistemarsi oltre le 3 porticine.
L’azione quindi riparte dai difensori con l’opposizione veloce del blocco offensivo (simuliamo  la classica seconda palla). L’ideale sarebbe far giocare la seconda palla appenna dopo il contrasto aereo.
Sopo dei difensori è fare gol, mantenendo l’equilibrio difensivo:  conducendo palla oltre le porticine o effettuando un rilancio di precisione, sempre all’interno di queste.
Le 3 porticine rappresentano le tipiche posizioni adottate dagli esterni d’attacco e dal centravanti.


Nell’esempio è rappresentata la giocata del portiere sul difensore esterno con i  saltatori  blu  che si
collocano al di fuori della delimitazione e i  rossi che velocizzano il pressing per evitare che i 4 verdi abbiano possibilità di  effettuare un rilancio preciso verso la porticina.  In pratica si prova a chiudere le linee di passaggio.
Se uno dei difensori verdi riesce a lanciare verso la porticina  la palla verrà recuperata dai giocatori che stazionano  fuori. I  blu  imbastiranno una veloce azione di ripartenza e la linea difensiva che
preventivamente aveva seguito la palla coperta (lancio lungo) simulerà una transizione negativa.
Ricapitolando:
  • se 1 difensore  verde conduce  palla oltre la porticina (2,5m.), l’azione riparte con un’altra “seconda palla” rimessa dall’allenatore, dalla parte opposta. In questo modo ci sarà una ripartenza dei blu che andranno ad attaccare una linea difensiva con handicap.
  • se i difensori verdi lanciano lungo verso la porticina, come descritto sopra, ci sarà la ripartenza dei   blu  e la conseguente transizione negativa della difesa.  In questo caso l’azione termina quando la difesa recupera nuovamente palla  (per recupero consiglio sempre di non interrompere il gioco quando la palla viene sporcata dal difensore ma quando questo effettua almeno un passaggio utile  o altra tipologia di regola a discrezione del mister).



Ho tralasciato lo scivolamento dei rossi per proporre il rilancio di precisione dei verdi verso la porticina.
Sul rilancio la difesa stringe, sale, si orienta verso la palla e legge la traiettoria arrestandosi e preparandosi, in corsa orientata, per la ripartenza de 5 blu.
Ovviamente i 6 rossi si dispongono fuori dal campo.


È rappresentata la lettura della palla coperta-scoperta dei verdi, la ripartenza dei blu e la conseguente
transizione negativa della linea difensiva che prontamente cercherà di raggiungere la linea dei 22 m.



Pierluigi Arcuri
Allenatore di Base Uefa

IL RADDOPPIO DI MARCATURA


Il raddoppio di marcatura fa parte dell tattica collettiva in fase di non possesso atto a creare una superiorità numerica nei confronti di un avversario.
Lo scopo è quello di chiudere il tempo e lo spazio per un'eventuale giocata collaborando con il proprio compagno.
Non sempre la coppia di giocatori riesce a leggere allo stesso modo la situazione che si crea.
In questo caso viene rappresentato il classico errore che commette il compagno arrivando in raddoppio, ossia lasciare spazio per una traiettoria della palla per vie centrali.


Il giocatore che arriva in raddoppio deve chiudere la linea di passaggio centrale. La coppia dovrà collaborare per cercare di recuperare il possesso: un giocatore dovrà cercare di indirizzare la giocata del possessore ed il compagno provare a sfilargliela senza commettere fallo.




Per abituare i giocatori a non farsi superare in un 2 contro 1 (raddoppio), proponiamo in un quadrato di dimensioni variabili 3 giocatori che ad un tocco si trasmettono la palla. Al fischio del mister i giocatori privi della palla dovranno impossessarsi della stessa evitando di farsi superare centralmente. La tecnica corretta prevede che un giocatore indirizzi il possessore e l'altro, senza commettere fallo, provi a sfilare la palla.