Forza funzionale con obiettivo tecnico-tattico

Proposta di forza funzionale riadattata al calcio.
Il video è tratto dal raduno della Nazionale del Beach Soccer a Cesenatico, con il C.T. Massimiliano Esposito ed il prof. Luca Coletti.
Sulla base di una conclusione, tipica da Beach Soccer, viene strutturato un lavoro fisico che prevede dei cambi di direzione (espressione di forza) per poi andare al tiro in porta.
Osservando questo lavoro come anche quello proposto un anno fa, CLICCA PER VISUALIZZARE, prendo spunto per proporvi un lavoro riadattato al calcio, ovviamente per chi lavora con 3 attaccanti, ma con fantasia si possono strutturare lavori per chi usa sistemi di gioco differenti.

Di seguito il video della nazionale e la mia proposta per il calcio.

29 aprile 2014 - raduno Nazionale Italiana Beach Soccer - Cesenatico


Osservo con molta attenzione gli allenamenti del C.T. Massimiliano Esposito, del prof. Luca Coletti e del preparatore dei portieri Davide Bertaccini.
La mia curiosità è vedere all'opera dei professionisti che in un ambito diverso dal calcio propongono dei lavori, chi di natura fisica e chi di natura tecnico-tattica, funzionali allo scopo.
Con Massimiliano è sempre un piacere discutere di calcio, carpire da una sola frase l'essenza dei suoi trascorsi e farne poi esperienza per il mio futuro.
In questo articolo propongo un lavoro isometrico proposto dal prof. Luca Coletti con relativa trasformazione a base di frequenza sugli appoggi.
E' molto importante ascoltare le sue parole, per capire la tecnica nell'eseguire questo lavoro.


Sullo sfondo un'esercitazione tattica, con il C.T. Esposito, per una classica giocata da calcio di inizio.

Lettura della palla coperta con attacco a muro.

Ogni allenatore propone la propria idea da seguire nei casi di palla coperta. La lettura di questa situazione deve essere univoca altrimenti si rischia di lasciare in gioco gli avversari.
Quando c'è un'idea in campo, soprattutto a livello giovanile, tutto è bene accetto!

Analizziamo una lettura di palla coperta in zona pericolosa tralasciando quelli che potrebbero essere gli errori che ognuno avrà gia individuato:

2>1 in zona esterna 
superiorità numerica in zona centrale
abbiamo un vertice (evidenziato dalla freccia in verticale)
abbiamo un dislocamento difensivo pronto ad intervenire

Analisi di tattica individuale - 1 contro 1 dal punto di vista difensivo

In questo caso analizzo il comportamento difensivo individuale di un "giovane professionista".
Non ha senso creare un lavoro collettivo nei minimi particolari quando il singolo commette errori di questo genere. Se nei settori giovanili professionistici notiamo ancora errori di questo tipo è chiaro che qualcosa non va!
Questi sono particolari, come tanti altri, che fanno la differenza.

Pierluigi Arcuri
Allenatore di base Uefa B


Lazio-Torino (fasi finali primavera) - analisi errore

Nella fase finale del campionato "Primavera" osservo Lazio -Torino degli allenatori Inzaghi e Longo.
Mi piace osservare un po tutto per poi estrapolare errori soprattutto in fase difensiva, dove dovrebbero esserci delle regole ben chiare. Fermo restando che  in campo ci vanno dei giocatori che provano a mettere in pratica il lavoro, il concetto e linee di pensiero dei propri allenatori.
Un consiglio che ho sempre dato ai miei calciatori è stato quello di far ruotare il capo per controllare cosa avviene alle loro spalle, per esempio quando un'azione ristagna su una corsia laterale, il giocatore ha sempre tempo di ruotare il capo e rendersi conto di tutto ciò che sta o che può avvenire.
In questo video ho ritrovato il classico errore di farsi attrarre dalla palla, da un punto di vista visivo, e concentrarsi soltanto sul punto in cui l'azione si sta svolgendo.
Questo errore determina il gol in quanto si lascia in area un pericolosissimo 3 contro 3. Si noterà come alcuni giocatori avrebbero potuto inserirsi nella linea difensiva riportando superiorità numerica e, forse, riuscendo ad evitare il gol.
Ho contato 8 secondi dalla rimessa laterale con palla sempre sulla stessa corsia e tutti i giocatori impegnati ad osservare una sola parte del campo.

Pierluigi Arcuri
Allenatore di base Uefa B

Memorial "Maurizio Chili"

Come ogni anno e con immenso piacere ricordiamo l'uomo, l'amico, l'allenatore e soprattutto padre...Maurizio Chili.


La seduta defaticante post-partita (Ivan Carminati) - Fonte Il Nuovo calcio 8/11/1991

Reggio Calabria agosto 1987 ore 18, dopo un pareggio che comportava l'estromissione dalla Coppa Italia di serie C, i giocatori della Reggina allenati da Nevio Scala, tra lo stupore del pubblico, anziché dirigersi verso gli spogliatoi per la doccia iniziano a correre attorno al campo. Lo fanno per 8 minuti seguiti da 6 minuti di stretching: per capire il perché si deve fare un passo indietro e spostarci in Danimarca nel giugno del 1986, Scala a quel tempo, impegnato nel supercorso di Coverciano si trova in questa nazione con altri colleghi per un aggiornamento. Qui raccoglie la testimonianza di un docente svedese che ha visto delle squadre eseguire della corsa defaticante alla fine della partita basandosi su esperienze dell'atletica leggera. Nevio Scala una volta rientrato in Italia mi lancia l'idea (Ivan Carminati n.d.t.) ed io la trovo valida da un punto di vista fisiologico, c'è però la grande incognita: come la accetteranno i giocatori soprattutto da un punto di vista psicologico. Qui Nevio Scala ha dovuto dar fondo a tutta la sua abilità dialettica e di persuasione, ma dopo le prime volte sono stati i giocatori stessi a richiederla perché avevano la netta sensazione, sia la sera della domenica, sia i giorni successivi, di sentirsi meno stanchi e di avere meno problemi ad iniziare la nuova settimana lavorativa. E' così che la seduta defaticante post partita è diventata un appuntamento fisso per i giocatori che alleniamo, prima in serie B con la Reggina e il Parma poi e sempre con la squadra emiliana sui campi della seria e in Europa dove molti giornalisti hanno continuato a scambiarla per una serie di giri d'onore.